Un uomo, un perchè

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Utente: francescofavia
Nome: Francesco Favia
Francesco Favia nasce a Bari, precisamente all’ospedale Di Venere sito nell’ex frazione Carbonara, nel 1983 da madre casalinga e padre pescatore. Francesco visse un’infanzia serena assieme a suo fratello, più piccolo di tre anni, pur sentendo spesso la mancanza di suo padre, che era ed è quasi sempre lontano per lavoro. Sin da bambino dimostra una gran attitudine per la scrittura e spesso la sua maestra d’italiano leggeva i suoi temi ad alta voce dinanzi all’intera classe. Le prime sue letture furono i racconti per bambini riportati sul suo libro di testo e altre collane di libri per la sua età che gli comprava sua madre. Amava molto i racconti e le filastrocche di Gianni Rodari e leggendoli gli passava nella sua mente di fanciullo che doveva essere un mestiere bellissimo quello dello scrittore. Nonostante ciò e i plausi dei vari insegnanti per scritti prettamente scolastici, Francesco prese seriamente l’impegno della scrittura solo a diciotto anni, in seguito ad una sfida con una professoressa di Lettere della scuola superiore, che comportò la stesura del suo primo romanzo. Da lì seguirono racconti poesie, le quali al termine del ciclo scolastico divennero sempre più impregnate di amarezza, disillusione e rabbia. L’apice della rabbia si ebbe nel suo secondo romanzo. Il personaggio principale è notevolmente autobiografico, in dei contesti anch’essi riconducibili alla vera vita dell’autore, seppur la storia risulti essere di mera fantasia. Questo alter ego riversa su se stesso la sua rabbia, il rancore per un’inspiegabile inettitudine, deprimendosi progressivamente fino ad arrivare all’autodistruzione. Al culmine di tutto ciò, qualcosa si sveglierà nel suo animo da perdente. Dopo la scuola, ebbe un anno sabbatico contornato da lavoretti. Si iscrisse in seguito alla facoltà di Lettere con indirizzo Editoria e Giornalismo per cercare di assecondare la sua indole. Dopo due anni di intenso studio, mancando comunque molto alla laurea, Francesco, necessitando di soldi, iniziò a lavorare a tempo pieno, trascurando gli studi e alla fine decise di rinunciare ad essi definitivamente.

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venerdì, 06 marzo 2009
FAI SENTIRE LA TUA VOCE, pubblica su Cronak&Spot

Cronak&spot nasce da un’idea di Francesco Favia, blogger da sempre convinto delle grandi risorse democratiche del web. L’intento è di dar spazio ai pensieri della gente, di offrire a tutti un mezzo per  esporre il proprio punto di vista sui fatti di attualità, ma anche per proporre proprie recensioni, nonché come modo per farsi pubblicità gratuitamente. Chiunque può far conoscere la propria attività, pubblicizzarsi o semplicemente pubblicare un annuncio.

Cronak&spot è un open space, basta inviare via mail quel che si vuol far conoscere al mondo per essere protagonisti. 

 

IL PROTAGONISTA SEI TU

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Postato da: francescofavia a 16:22 | link | commenti
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lunedì, 23 febbraio 2009
Cronak&spot

Cronak&spot - Le famigerate opinioni di Francesco Favia

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cronakespotpugno

Postato da: francescofavia a 00:22 | link | commenti
cronak&spot, francesco favia, wwwcronakespotcom

giovedì, 18 dicembre 2008
AVVISO PER I LETTORI

I MIEI BLOG SI SONO TRASFERITI AI SEGUENTI INDIRIZZI

http://ciscofavia.blogspot.com/

http://cronachefrancescofavia.blogspot.com/

http://youtubejournal.blogspot.com/

 

Un sincero grazie per l'attenzione e l'affetto.

Francesco Favia

Postato da: francescofavia a 16:18 | link | commenti
avviso per i lettori

giovedì, 04 dicembre 2008
Sparring partner - Paolo Conte


È un macaco senza storia,
dice lei di lui,
che gli manca la memoria
in fondo ai guanti bui…
ma il suo sguardo è una veranda,
tempo al tempo e lo vedrai,
che si addentra nella giungla,
no, non incontrarlo mai…

Ho guardato in fondo al gioco
tutto qui?… ma - sai -  

sono un vecchio sparring partner
e non ho visto mai
una calma più tigrata,
più segreta di così,
prendi il primo pullmann, via…
tutto il resto è già poesia…
Avrà più di quarant’anni
e certi applausi ormai
son dovuti per amore,
non incontrarlo mai…
stava lì nel suo sorriso
a guardar passare i tram,
vecchia pista da elefanti
stesa sopra al macadàm…

Paolo Conte

 

 


Postato da: francescofavia a 10:16 | link | commenti (2)
sparring partner paolo conte, sparring partner - paolo conte

martedì, 02 dicembre 2008
Tratto da -Venerdì 17- di Fabri Fibra

"Solo a pensarvi mi incazzo.
 Per non vedervi più,
 visto che io sono un pazzo, 
 mi punto una pistola e questa sera mi ammazzo"

Fabri Fibra

Postato da: francescofavia a 23:18 | link | commenti
tratto da -venerdi 17- di fabri

domenica, 30 novembre 2008
Niente da perdere

Fatemi scrivere su un giornale

o per lo meno fatemi lavorare,

ma non procuratemi un lavoro da piazzista,

non ho la tenacia di un arrivista.

Inquino la rete con il mio nome e i miei scritti,

scrivo del mondo e dei miei conflitti.

Gioco con le donne e le parole,

ruttando declamo versi d’amore,

mi sputtano sul web perché non conosco l’onore,

sono minuscolo, ma fondamentale come certe clausole,

ma il mio cuore è grande, seppur ormai sgasato,

non ho più la forza di restare incazzato.

Vuoi farmi fuori,

cazzo spara,

voglio scoprire se dopo la morte,

la vita è in bianco e nero o a colori.

La mia anima ignara

di come si possa stare in una bara,

resterà presente per sempre nella rete,

basta cliccare e la riceverete.

Quel che scrivo non è aria fritta,

di fritto c’è solo quel che mangio,

per questo ho il fegato marcio,

non presto a nessuno servigio,

è per questo che nella vita mi arrangio,

mentre su questo schermo annuncio,

che quel rifiuto umano di Cisco,

ne ha scritta un’altra delle sue

ed io ti ruggisco

che è ormai tardi perché,

se sei arrivato fin qui,

ti sei sorbito quest’altro pezzo che Francesco Favia scolpì.

 

Francesco Favia

 

domenica 30 novembre 2008  ore 16:16

 

 

http://francescofavia.splinder.com/

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Postato da: francescofavia a 15:30 | link | commenti
niente da perdere

mercoledì, 26 novembre 2008
Io mi rompo i coglioni - Bugo

Quando mi butto giu’ non faccio le flessioni
Non guardo neanche la tv
Perche’ mi rompo i coglioni

Nella testa i calli che dovrei grattuggiare
Vorrei essere gg allin avrei qualcosa da fare

Io mi rompo i coglioni…io mi rompo i coglioni
Io mi rompo i coglioni….io mi rompo i coglioni

Quando passa il tram mi butterei sotto
Almeno qui qualcosa si fa di diverso dal solito

Semafori sadomaso non danno piu’ colori
Una polvere mi entra nel naso
Ma io mi rompo i coglioni

Io mi rompo i coglioni….io mi rompo i coglioni
Io mi rompo i coglioni…io mi rompo i coglioni


Bugo

Postato da: francescofavia a 11:25 | link | commenti
bugo si rompe i coglioni e anchi

lunedì, 24 novembre 2008
Cuore

Più il nostro cuore è grande e più è facile per i pugnalatori prendere la mira.

Francesco Favia

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Postato da: francescofavia a 15:14 | link | commenti
cuore

domenica, 23 novembre 2008
E' arduo perdonare

E'  facile chiedere il perdono. Molto più difficile concederlo.

Francesco Favia

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Postato da: francescofavia a 18:44 | link | commenti
arduo perdonare

Bisogna avere rispetto per tutti, persino verso Dio

Non credo. Sono una persona che non crede in nessun Dio. E se dovessi credere, comunque non mi affiderei a nessuna religione, poiché, secondo il mio modesto parere, fermentano odio, dividono dal resto del mondo, predicando che il loro Dio è l’unico in assoluto. E in nome di Dio ne è morta di gente. E se si pensa che c’è chi predica che attraverso l’umiltà si raggiunge la vera santità, ma poi vive in un lusso inimmaginabile, qualcosa non torna.

Eppure, mi sento di capire chi crede. La vita è difficile e la gente ha bisogno si aggrapparsi ad un appiglio, di credere in qualcosa, in qualcuno che li possa salvare. La preghiera può essere una vera terapia. In quei momenti di sconforto, quando non si sa a chi rivolgersi, si guarda in alto e si urla col pensiero “C****, c’è qualcuno lassù!? Mi senti!??? Per favore, aiutami! Ti prego! Non ce la faccio più!!!!” E ti scende una lacrima, dieci, cento e scoppi in un pianto dilagante.

E ieri sera in auto, percorrendo la strada che mi conduceva verso l’unica certezza della mia vita, il mio amore Federica, tra le centinaia di canzoni che avevo sulla chiavetta USB inserita nell’autoradio, è partita “Hai un momento Dio” di Luciano Ligabue.

La conoscevo ed ho iniziato a cantarla. Il ritornello l’ho cantato con particolare coinvolgimento, finché non sono scoppiato in lacrime con l’ennesima tentazione di sterzare di colpo ed andarmi a schiantare per farla finita.

Io penso di avere dei problemi. Sto male. Forse se credessi, mi sarei aggrappato alla speranza che Dio prima o poi mi avrebbe aiutato. Non credo, ma in quello spazio nel quale è durato la canzone, ho creduto disperatamente, e ho pregato il Cielo di aiutarmi in qualche modo.

Episodi come quello di ieri, mi servono a far capire, che bisogna aver rispetto per chi crede, mettendo da parte le atrocità commesse, come la storia insegna, dagli enti religiosi.

L’uomo è un animale indifeso, basta un niente per scalfirlo. E non è sempre detto che chi crede è perché è una persona priva di cultura. Può essere semplicemente una persona che soffre, che chiede aiuto, quell’aiuto che nessuno è in grado o vuole dare.

Negli ospedali, nelle case di riposo, nei carceri la figura religiosa è molto presente. Non a caso, dato che sono luoghi che ospitano gente che soffre fortemente.

Mia madre sta male per i suoi i figli e prega ogni giorno i santi. Tutte le mamme pregano per i propri figli. Anche l’irriverente Fabri Fibra, per citare uno dei miei artisti preferiti, in momenti di sconforto, secondo me, si è aggrappato ad un Dio per aiutarlo e nella canzone dove meglio esprime i suoi disagi, “Momenti no”, lo cita per mezzo di sua madre:

 Mia madre è in paranoia, prega e spera in questo Dio,
sono talmente confuso che non so più il nome mio
”.

Capisco, dunque, le parolacce per rafforzare un discorso, magari proprio intriso di rabbia, io stesso spesso ne faccio uso quando scrivo, ma credo che si faccia bene a ricordare a chi utilizza bestemmie, che c’è chi crede e possa rimanere turbato da certe affermazioni.

 

                                                                    Il blasfemo

                                                                 Francesco Favia

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Postato da: francescofavia a 17:24 | link | commenti
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